Cos'è La Bibbia
Origine del Nome

L'origine del nome del sacro testo è da ricercarsi nel modo e nei materiali in cui i testi venivano scritti nell' antichità. Difatti anticamente i libri venivano o su pelli di animali chiamate "vellum" oppure su una specie di rudimentale carta ricavata dalla corteccia interna di una pianta acquatica egiziana molto nota a noi, immagino, ovvero il "papiro". La corteccia del papiro dai greci veniva indicata con il nome "biblos". Col passare del tempo si prese ad indicare anche lo scritto riportato sulla corteccia arrotolata con la parola "biblos". Da ciò consegue che per i greci la parola "biblos" veniva usata per indicare un rotolo, ovvero un libro di quel tempo e "biblon" un piccolo rotolo, ovvero un libretto di quel tempo. A conferma di ciò basti ricordare che quando Gesù si alzò in nella sinagoga di Nazareth per leggere un brano della Sacra Scrittuta, gli fu dato un libro. In questo caso il greco usa la parola "biblon" I Cristiani della chiesa delle origini chiamavano le Scritture dell' Antico Testamento, le uniche in loro possesso, "i Libri" che in greco si traduce "biblia" I cristiani di ambiente latino usarono il nome biblia come nome al singolare ad indicare perciò "il Libro". Essi dunque, al contrario dei cristiani greci, si riferivano a tutte le scritture come ad un sol libro che chiamavano appunto "biblia". Dunque il sostantivo plurale greco "biblia" (i libri) divenne per i latini il sostantivo singolare "biblia" (il libro). La Sacra Bibbia, dunque, è allo stesso tempo il libro e l' insieme dei libri, ovvero un solo libro divinamente ispirato composto da 66 libri divinamente ispirati ed in perfetto accordo l' uno con l' altro non ostante molti dei suoi scritti siano stati redatti a distanza di secoli.

L' Autore

Dio ci conosce bene, Egli ci ha creati e sa che il nostro mezzo di comunicazione naturale è la parola. Egli ci rispetta ed usa i nostri mezzi di comunicazione per rivelarci quello che vuole farci sapere. Ecco dunque che Dio ha scelto strumenti umani per essere canali del suo messaggio e non ha fatto piovere la sua parola dal cielo già pronta e rilegata. Difatti scelse Abramo come suo speciale servitore e testimone e gli promise di trarre da lui una nazione che sarebbe stata il Suo popolo. A questa nazione, Israele, Dio rivelo se stesso e per mezzo di questa nazione la rivelazione divina doveva diffondersi a tutta l' umanità. Molti sono gli scrittori che hanno materialmente redatto l' opera, in un arco di tempo di circa 1600 anni, ma il vero autore è lo Spirito Santo cioè Dio il quale si è servito di uomini fedeli, divinamente ispirati ed Egli stesso ha vegliato sulla sua parola facendo in modo che tutti questi scritti giungessero a noi in un unico volume il quale è "la rivelazione di Dio agli uomini". L' ispirazione divina è da intendersi nel senso che gli scrittori sacri erano pienamente coscienti di quello che facevano e scrivevano; non agirono sotto diretta dettatura divina ed altresì Dio non prese le loro mani e meccanicamente e li obbligò a scrivere determinate parole. Ispirazione significa "soffiare dentro", "porre nella mente e nell' animo come un soffio che ravviva". Paolo parla di questo atto divino scrivendo a Timoteo riguardo all'antico testamento: "Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia," (II Timoteo 3:16) volendo confermare con questo che il libri dell' antico testamento erano appunto ispirati da Dio.
Ma allora in che condizioni hanno operato i sacri scrittori?
Pietro lo indica chiaramente nella sua seconda epistola quando scrive: " poiché non è dalla volontà dell'uomo che venne mai alcuna profezia, ma degli uomini hanno parlato da parte di Dio, perché sospinti dallo Spirito Santo." (II Pietro 1.21) Questa espressione sospinti dallo Spirito Santo, letteralmente, significa trascinati dallo Spirito Santo nello stesso modo che la corrente di un fiume trascina a valle una barca posta sulle sue acque. L' uomo nella barca rema, quindi contribuisce al movimento, ma nello stesso tempo l' apporto maggiore al moto lo da la corrente del fiume.

Così questi scrittori qualificati dall' influenza del "soffio di Dio" scrissero in obbedienza i suggerimenti ricevuti, preservati dall' errore, sia quando rivelavano verità sconosciute, sia quando scrivevano quelle già note.

Sua Composizione

La Bibbia si divide in due parti, a cui noi soliamo rivolgerci con il nome di Antico e Nuovo Testamento.
Da cosa deriva questa divisione in due e denominazione?
Ai tempi di Gesù nelle sinagoghe (luoghi di culto giudaico) si leggevano brani tratti dalla "legge e dai profeti"
"14 Ed essi, passando oltre Perga, giunsero ad Antiochia di Pisidia; e recatisi il sabato nella sinagoga, si posero a sedere. 15 E dopo la lettura della legge e dei profeti, i capi della sinagoga mandarono a dir loro: Fratelli, se avete qualche parola d'esortazione da rivolgere al popolo, ditela." (Atti 13:14-15)
Dunque la lettura veniva tratta dalla raccolta di libri che noi conosciamo con il nome di antico testamento. A tale raccolta Paolo vi si riferisce in II Corinzi 3:14 con l' espressione "l' antico patto".
Ma le loro menti furon rese ottuse; infatti, sino al dì d'oggi, quando fanno la lettura dell'antico patto, lo stesso velo rimane, senz'essere rimosso, perché è in Cristo ch'esso è abolito. (II Corinzi 3:14)
Certamente l' apostolo intendeva che,quei libri letti durante il culto, parlavano dell' antico patto che Dio aveva stabilito con gli uomini nel passato, in particolare con Abrahamo ed il popolo d' Israele quando era divenuto nazione.
In II Corinzi 3:6, Paolo definisce sè stesso "ministro di un nuovo patto", significando con queste parole il nuovo patto dell' Evangelo, la buona novella della salvezza in Gesù Cristo, che egli stesso predicava. Nell' epistola agli Ebrei (9:15) entrambi i patti o testamenti sono menzionati in un unico verso. Così, nella chiesa delle origini le due grandi sezioni della Bibbia presero il nome di Antico e Nuovo Testamento.

Gli Ebrei, popolo a cui è stato rivelato l' antico patto, dividevano gli scritti sacri in tre parti. Gesù vi si riferì in Luca 24:44, quando mostrò ai due discepoli che accompagnava ad Emmaus, dopo la risurrezione, ciò che era scritto di Lui "nella legge di Mosè, nè profeti e nei Salmi".

"Poi disse loro: Queste son le cose che io vi dicevo quand'ero ancora con voi: che bisognava che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè, ne' profeti e nei Salmi, fossero adempiute." (Luca 24:44)

Queste tre parti sono indicate nella tabella sottostante:

La legge 15.51 27/10/2005Genesi, Esodo, Levitico, Numeri, Deuteronomio
I Profeti Giosuè, Giudici, Samuele, Re, Geremia, Ezechiele, Isaia, ed i dodici libri che noi chiamiamo profeti minori
I Salmi o Scritti Sacri erano costituiti da 11 libri o rotoli ovvero: Ruth, Salmi, Giobbe, Proverbi, Ecclesiaste, Cantico dei Cantici, Lamentazioni, Daniele, Ester, Esdra (incluso Nehemia) e Cronache.

Dunque l' Antico Testamento è anche chiamato nel Nuovo "le Scritture":

ma tutto questo è avvenuto affinché si adempissero le scritture de' profeti. Allora tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono. (Matteo 26:56)

Allora apri loro la mente per intendere le Scritture, e disse loro: (Luca 24:45)

Or questi furono più generosi di quelli di Tessalonica, in quanto che ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavan così. (Atti 17:11)

Perché tutto quello che fu scritto per l'addietro, fu scritto per nostro ammaestramento, affinché mediante la pazienza e mediante la consolazione delle Scritture noi riteniamo la speranza. (Romani 15:4)

Poiché io v'ho prima di tutto trasmesso, come l'ho ricevuto anch'io, che Cristo è morto per i nostri peccati, secondo le Scritture; (I Corinzi 15:3)

Gli Scritti Sacri che la pia madre e la nonna di Timoteo (II Timoteo 1:5) gli avevano insegnato da fanciullo erano i libri dell' Antico Testamento.